Chi sono

Cercherò di raccontarvi la mia vita…

Ho 30 anni, quindi mettetevi comodi che un po’ di cose da dire ci sono…

Allora…cominciamo con ordine

Sono nata a Milano in una fredda giornata di Dicembre, il 22, ahimè troppo vicino a Natale…
Coloro che come me condividono questa sfortuna avranno anche condiviso la solita tiritera di amici e parenti che da sempre dicono: “preferisci un unico regalo grosso…oppure 2 regali piccoli?”
MA COME 2 REGALI PICCOLI! CHE E’? UNA COLPA NASCERE IN UN PERIODO IN CUI I SOLDI DAL PORTAFOGLIO ESCONO COME L’ACQUA DALLE CASCATE DEL NIAGARA???
E no! Io voglio 2 regali e belli grossi pure, proprio come quello che nasce il 22 Giugno e che si becca il regalo lì e poi il regalo a Natale.
Gli esperti avranno già individuato chiari ed inequivocabili segni del mio essere Capricorno.
…riprendiamo il discorso…

L’anno era il mitico 1976…mitico non saprei dirvi perché, ma di solito ognuno dice che il proprio anno di nascita è mitico.

Sono la prima di 2 figlie di mia mamma Laura e mio papà Antonio, che mi piace farvi conoscere così, com’erano belli 30 e passa anni fa.

Mamma e Papà

Non ho né cani né gatti, ma in compenso ho una sorella di nome Alice, che studia giapponese e tedesco e, direte voi, forse non ha le idee tanto chiare su da che parte stare…

Alice

Da piccola ero proprio carina…

Silvia piccooola

Ero molto timida e il contatto con gli altri bambini spesso portava a questi risultati

Beccati questo!

Andare all’asilo mi faceva veramente schifo (mi avevano pure messo nella classe gialla che era il colore che da bambina mi faceva schifo) e c’era una ragione molto valida perché io preferissi starmene a casa: perché potevo starmene con i miei nonni, la nonna Lucy e il nonno Ivo in una bellissima casa nel cuore della Milano storica, in via Aurelio Saffi.
Il nonno mi portava sempre al Parco Sempione

Parco Sempione

La nonna mi faceva tante cose buone da mangiare, mi coccolavano come una principessa (anche perché ho il primato su tutti gli altri nipoti…”ubi maior…”) ed ero veramente felice.
I nonni sono la cosa più preziosa al mondo.

I nonni

Ho frequentato le scuole elementari lì dove le avevano frequentate mia nonna, mia mamma e mio zio Guido (il fratello di mia mamma), presso la Scuola Elementare Fratelli Ruffini, proprio vicino al Cenacolo, in Santa Maria delle Grazie. Mi piacevano tanto quei luoghi, e oggi ci torno spesso come se volessi tornare indietro con la memoria ad un periodo che, sembrerà strano, ma ricordo nitidamente e con grande tenerezza…

Felicemente figlia unica fino alla giovane età di 7 anni, ad un certo punto ho avuto la “brillante” idea di stressare i miei reclamando una sorellina/fratellino con cui giocare.
E così nel 1984 arriva Alice…
…eccoci mentre tengo teneramente in braccio la sorellina tanto desiderata…

Silvia e Alice

ed eccoci in una posa praticamente quotidiana…

Silvia e Alice anni dopo

Diciamo che 8 anni di differenza non sono pochi…io cominciavo a stufarmi di quel mondo da bambina quando lei invece lo viveva in pieno…quindi non ci siamo “filate” granchè finchè lei, con mia grande gioia e immenso onore, ha deciso di seguire le orme della sorella frequentando il mio stesso Liceo (del quale però parliamo dopo).

Ho frequentato le scuole medie presso la Scuola Media Goffredo Mameli (si proprio lui! Quello dell’elmo di Scipio…) un’anonima ed insulsa scuola della quale non ho nessunissimo ricordo, se non della Prof. di Musica che sbatteva violentemente il libro (a copertina rigida) sulla cattedra per farci stare zitti, della Prof. di Matematica che mi chiamava Forte, anziché Franco, per un gioco di parole tutto suo, e della Prof.di Italiano che sbavava e si metteva i maglioni al contrario.

Però bisogna sempre trovare il lato positivo anche nelle situazioni che sembrano non averne: alle medie ho conosciuto la mia migliore amica, la Chiara, detta Bìd (condannata alla domanda sull’accento suo cognome, se Bìdoli o Bidòli, buona la prima!).
3 anni di medie insieme, 5 anni di Liceo insieme, 10 anni adesso sono passati dalla maturità e siamo ancora insieme.

La Bìd e la Franz

Chiara è bellissima, alta e con due occhi pazzeschi che ti ci perdi dentro. Non nego di essere stata un pochetto invidiosa di un’amica così bella, che cuccava sempre e dovunque…
Comunque formavamo una coppia perfetta al Liceo! La cosa che non dimenticherò mai sono le strade percorse insieme, tutte le sante mattine, io in bicicletta partivo da casa – abitavo ancora in p.zza Buonarroti – passavo sotto casa sua, salutavo tutti i suoi condomini e relativi cani che scendevano regolarmente sempre prima di lei , la caricavo sulla canna della mia mitica bicicletta Atala rossa, con il suo dizionario di latino tenuto dalla molla del portapacchi posteriore e via…si pedalava verso il Liceo Classico Statale Cesare Beccaria, dove ho trascorso i migliori anni della mia vita (migliori ovviamente fino al momento in cui non ne ho vissuti altri altrettanto belli).

Gli anni del Liceo sono stati davvero magici ( a volte anche tragici…a dire il vero…): vi sono entrata come un piccolo Barbapapà (ve li ricordate???), senza forma, e vi sono uscita davvero ricca di pensieri, idee, convinzioni, ideali, fiducia, apertura, curiosità, voglia di lottare…

Ah i meravigliosi anni della giovinezza, quando credi fermamente che se TU non andrai a manifestare perchè hanno ammazzato Falcone e Borsellino anche TU sarai responsabile delle prossime stragi, perchè se anche la TUA coscienza non cambia, certe cose continueranno ad esserci…

Lasciando perdere la Prof. di greco, responsabile delle tachicardie di circa il 75% della classe, ricordo con particolare affetto la Professoressa di Filosofia, la Nisi, una donna mai vista con una gonna in 5 anni di Liceo, come posso non amarla alla follia? E poi il povero Professor Berti, il prof di italiano (e latino ad un certo punto, grazie al cielo!), che non è più tra noi, ma che mi ritrovo a pensare spesso.

AH! E poi come non ricordare la mitica bibliotecaria, che mandava “gli avvisi di garanzia” a chi non restituiva in tempo i libri presi in prestito?! Erano gli anni di “Mani pulite” e quel tipo di avvisi fioccava di brutto! Ah Ah!

Insomma: anni che mi sono nel cuore quelli del Liceo Classico Beccaria, dal quale sono uscita nel 1995 con un anonimo 51/60…piccolo battibecco con il Presidente di commissione…che mi ha giustamente voluto dimostrare chi dei due avesse il POTERE di cambiare le cose (ovviamente lui, quel nazista…). In seguito ho imparato l’arte della diplomazia, o della “faccia da culo”, poi abbandonata pochi anni dopo…

Ho avuto la grande idea di iscrivermi alla Facoltà di Lettere Antiche, per proseguire quel cammino di studi che mi aveva dato tanto, con la speranza un giorno di tornare a scuola, ma dall’altra parte della barricata, come insegnante….beata deficienza di quando hai 18 anni e non sai che cavolo volere dalla vita, visto che ancora la conosci poco e parzialmente.

L’Università, metto la maiuscola per rispetto, mi ha davvero fatto schifo: sono arrivata a 5 esami dalla fine e mi sono rotta le palle di ingoiarmi testi e testi a fronte per la sola gioia di tradurre epigrafi ad amici e parenti durante le gite; quanto mi aveva dato il Liceo, tanto nulla mi ha lasciato l’Università.

Vi prego di risparmiarmi telefonate e quant’altro in cui mi fate notare che 5 esami non sono niente (si, ma non sapete quali mortali esami mi siano rimasti), anzi, la frase epica è “che cosa vuoi che siano 5 esami?”, che devo finire…che un pezzo di carta serve sempre, perchè, ragionateci, il PEZZO DI CARTA che serve sempre, è di altra natura. Di laureati in Italia ce ne sono già troppi, e la fine che spesso fanno non gli fa onore…pensateci bene….

Io non ho nessunissimo complesso nel dire che NON sono laureata, anzi tra un po’ mi scatterà la fase in cui commisererò tutti coloro che lo sono…occhio che mi scatta quella fase….

Siamo un Paese di laureati povero di idee e voglia di cambiamento, che non sa lavorare perchè ha solo studiato (male) sulla carta e da lì fa fatica ad uscire; così gli operai crepano sui cantieri perchè non hanno mai studiato per fare il lavoro che fanno (magari sono quei famosi laureati di cui sopra…), perchè mica vorrai fare il saldatore – idraulico – elettricista – falegname – infermiere – tornitore – fabbro – panettiere??? NOOOOOO! Devi fare economiaingegneriamedicinafarmaciachimicafisicagrafica, così sarai DOTTORE! E ti si apriranno tutte le porte…si ma quelle dei call center…ma per favore! Non abbiamo bisogno solo di titoli, ma anche di operai e di tecnici specializzati: il problema è che la parola OPERAIO (o tecnico) ci fa schifo.

E’ solo una questione di terminologie…bhe, però siamo laureati…

Va bene, basta, perchè mica voglio passare per quella che pensa che studiare non serva a nulla??! HO FORSE SOSTENUTO CHE STUDIARE NON SERVE A NULLA??? Certo che no, anzi, si sa che non si finisce mai di apprendere, e che ciò che si sa fare oggi, domani potrà essere fatto 100 volte meglio, perchè avremo più strumenti di conoscenza migliori per poterlo fare. Torno quotidianamente sui libri, con l’immenso piacere di farlo, con quello stesso entusiamo che avevo appena uscita dalla scuola, e mi fa piacere scoprire ogni volta che quel piacere immenso e quell’entusiasmo siano ancora e sempre parte di me.

Se potessi tornare indietro passerei 1 anno dopo la maturità a cercare di capire che cosa mi piace veramente fare, qual è la mia vera vocazione, a contatto con il lavoro sul campo. Forse solo adesso, che ho 30 anni, inizio a capire qual è la direzione da prendere…

“to be continued”

Ecco qua la seconda parte della mia vita, diciamo più a meno gli ultimi 10 anni…Dai 20 ai 30 anni sono successe moltissime cose: diversi viaggi, un buon numero di matrimoni nella nostra famiglia, molti bambini l’hanno resa più grande, alcune persone ci hanno lasciati.

Mi lascio trasportare dall’onda di ricordi, così come mi ritornano in mente….ma prima beccatevi questa foto!

apollo-13.jpg Forte vero?!

Allora eravamo rimasti ai primi anni di Università; i miei bravi esami li facevo, e direi pure con brillanti risultati (una bella media, condita di numerosi 30 con lode…yes yes!), avevo pure iniziato a chiedere la tesi, mi intrippava la storia greca, sì, mi intrippava un casino…Tuttavia non mi sono mai sentita così votata allo studio, in quegli anni (20, 21…22) cominciava a crescere in me una certa “ansia da indipendenza”, volevo iniziare a rendermi economicamente indipendente dai miei, per non essere costretta a chiedere, visto che non lo avevo mai fatto prima (quando magari ne avrei avuto pure il diritto…). Da premettere che, appena dopo la maturità, mi sono subito messa in pista con ripetizioni varie a caprette varie, mi sono data subito da fare, insomma, per avere quei due soldini nelle mie tascucce, e metterli da parte, ovviamente, perchè il Capricorno è così: parsimonioso dentro!

Nel frattempo ho cambiato casa: dopo 20 anni vissuti in una casa in una bella zona di Milano, vicino a P.za Buonarroti, dove il caro Giuseppe Verdi, morbidamente appoggiato su una gamba (forse per dare sollievo ad una lombalgia fastidiosetta…eh che occhio??) svettava e riempiva una piazza che ho sempre amato tanto, insieme ad una zona (la zona fiera), che amavo molto, nonostante il casino, il traffico, le pizzerie ecc…Ci siamo trasferiti vicino all’Ospedale San Carlo e insomma….soprattutto per mia sorella che andava ancora alle medie e che poi si è sparata 5 anni di Liceo dove lo avevo frequentato io, non è stato facilissimo ambientarsi, abituati com’eravamo a raggiungere anche a piedi il centro, o a prendere sotto casa la metropolitana. Io avevo la mia bici e nemmeno l’assillo di frequentare tutti i giorni l’Università, ma Alice si è dovuta fare delle belle alzatacce per prendere un autobus, un tram e farsi un pezzo a piedi…

Ah! Dopo la bici è arrivato il momento del motorino: i miei sono sempre stati irremovibilmente contro il motorino, mio papà non ne voleva proprio sentire parlare, ma capite bene che quando una scassa per più di 10 anni, alla fine qualcuno cede…Così, non voglio nemmeno sapere da dove, è saltata fuori –  grazie a qualcuno che conosceva mio zio Corrado - una schifezza indefinibile di motorino, un Garelli NOI, un mezzo inguardabile, vergognosamente brutto, di cui, oltre al mio, ho visto solo un altro esemplare in tutta la mia vita…ma che per me è stato una figata pazzesca: finalmente il motorino! Che ho guidato anche sotto la neve! Una figata.

Tranquilli: non ho foto della schifezza a due ruote! Ma ho una fantastica foto del mio potente mezzo che ha preso il posto della zozzeria, un regalo con la “R” maiuscola.

Ricordo ancora tutto nitidamente: stavo sclerando dietro ad un esame mastodontico di Letteratura Greca, stavo veramente alle cozze, uno stress della miseria e il mio mitico nonno mi dice: “prenditi 5 minuti di pausa dallo studio, ti aspetto in P.za Firenze all’ora x, sai lì dove c’è quel negozio di moto all’angolo y…”

Vi giuro che: 1) mio nonno mi ha parecchio “spaventata”, ho pensato alle peggio cose, perchè quell’appuntamento era troppo strano (“…mi dovrà dire che qualcuno è gravemente malato….mi vorrà sgridare perchè non mi faccio mai vedere”, e seghe mentali del genere…) 2) era una roba troppo strana! Da quando in qua i nonni danno appuntamenti misteriosi alle nipoti!

C’era anche la nonna; io arrivo e ovviamente loro erano già lì.

Entriamo nel concessionario di moto Honda (ci credete che il pensiero manco mi sfiorava??? Pensavo che mio nonno era un po’ fuori quel giorno…).

Entro e mio nonno mi dice: “questo è tuo”

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Honda Shadow nero. Troppo bello, un sogno.

E io inizio a piangere….(ho sempre avuto la lacrima facile a dire la verità; avete presente all’ultimo dell’anno quando tutti cantano “10…9…8…7″ ecco, lì erano grandi fiumi di lacrime sempre!).

Mio nonno Ivo: una grande presenza nella mia vita, una miniera di amore e una riserva inesauribile di pazienza. Quando nel 2001 ci ha lasciati, quasi all’improvviso, abbiamo trovato un biglietto (scritto apposta per quando il momento sarebbe sopraggiunto), nel quale esordiva dicendo: “Gente! State alegri che il diàul l’è mort!”. Che personaggio fantastico.

Nella nostra stanza sono appesi tutti i suoi quadri, i primi dei quali hanno più di 20 anni e cominciano a mostrare gli inarrestabili segni del tempo.

quadretti.jpg 

Era bravissimo a disegnare, amava tanto i fumetti di Walt Disney, adorava mangiare bene (come dimenticare l’appuntamento che ci davamo ogni tanto a casa sua davanti ad un abbondante piatto di bucatini all’amatriciana) e di lui ricordo bene l’estrema capacità nell’eseguire lavori di precisione.

Con il mio mitico motorino ho iniziato a scorrazzare assaporando quella sensazione bellissima di “libertà on the road”, che solo le due ruote credo sappiano dare. E scorrazzo tuttora, nonostante lo Shadow cominci ad avere parecchi anni di onorato servizio…

Dunque riprendiamo. Dopo la fase delle ripetizioni di greco, latino, grammatica, lettere maiuscole ad una povera bambina nevrotica (per colpa della madre) che in seconda elementare aveva bisogno di ripetizioni (sempre secondo la madre, nevrotica pure lei), mi sono trovata un altro lavoretto, che non era niente male.

Avete presente lo Scuola BUS? A me viene sempre in mente quello giallo dei Peanuts! Bhe, dotato di molta meno poesia di quello di Charly Brown, ho scoperto in quegli anni che anche l’ATM ha i suoi Scuola Bus, e siccome davanti alla nuova casa c’è una Scuola Media, tutte le mattine balzavo su questo autobus (un normalissimo bus arancione), andavo a Quinto Romano dove in 3 punti raccattavo i bambini che frequentavamo la scuola davanti a casa mia; quando uscivano, alle 13, ovviamente li si riportava a casa, e mi sembra un paio di giorni a settimana c’era il servizio anche al pomeriggio. Un lavoro semplice e rapido! Considerando che iniziavo a stare bene alla larga dall’Università, studiando prevalentemente a casa, era quanto di più comodo potessi trovare! E non mi sottraeva molto tempo.

Poi ad un certo punto ho avuto un’IDEA FOLGORANTE: perchè non scegliermi un lavoretto che unisse l’utile al dilettevole? O meglio: essendo io per natura terribilmente pigra e poco propensa all’attività fisica (ebbene sì: lo confesso!), perchè non diventare insegnante di Aerobica, così da lavorare e insieme fare attività fisica? (i Capricorni sono diabbbolici!)

E fu così che mi iscrissi ad un fighissimo corso di formazione per diventare insegnante di Aerobica e Fitness, conseguendo il primo di una serie di brevetti, il 7 Maggio 2000.

Ho iniziato a lavorare subitissimo! Ricordo che la prima lezione l’ho fatta in una palestrina che frequentavo proprio all’epoca in cui mi è venuta la folgorante idea. Poi ho avuto un’altra idea, sicuramente brillante come idea in sè, pessima per la persona con la quale ho avuto purtroppo a che fare per un po’ di tempo.

Decisi di fare quanta più esperienza possibile e mia madre, che in quegli anni frequentava i corsi di Ginnastica del Lido, mi propose di andare con lei alle sue lezioni e di vedere come faceva lezione il suo istruttore (al quale ovviamente la cosa lo aveva sconfifferato parecchio, e ora capirete anche perchè).

Questo essere che eviterò di definire in alcun modo, perchè dovrei essere volgare, molto volgare, così preso nel suo ruolo di Maestro, mi ha sfruttata per circa 2 anni, dandomi sì la possibilità di lavorare e di farmi le ossa, ma GRATIS, facendomi in quattro per sostituirlo qua e là, spesso avvisandomi all’ultimo momento. Tutto senza vedere una lira per circa 1 anno e mezzo. Diciamo che l’unica cosa positiva dell’averlo incontrato è stata quella di entrare a Milanosport, dapprima come sua sostituta tappabuchi aggratis (l’ho detto e lo ripeto!), poi pian piano ritagliandomi miei spazi propri.

Ricordo che oltre a sostituire lo str…(pardòn, mi scappava) ho iniziato a sostituire una tizia, di cui non ricordo il nome, ma che se non sbaglio faceva la postina e che stava mollando i corsi perchè aveva un bambino piccolo e non ci stava più molto dentro…Ho iniziato come supplente nei corsi del martedì e venerdì, tra cui il mitico gag delle Gine, e nei corsi del mercoledì. Proprio con un corso del mercoledì sera, la tonificazione delle 20.40 (destinato a diventare mitico anch’esso) sono uscita per la prima volta a cena, dando il via ad una pratica devo dire molto importante del mio lavoro: le cene con i corsisti. Nel 2000, di quel corso facevano già parte Riccardo e Laura, che ancora oggi ho il piacere di ritrovare, sempre nello stesso giorno e alla stessa ora.

Qualche giorno di pazienza…alla prossima puntata

“to be continued”

Ammazza oh! Non è facile stare dietro al blog…abbiate pazienza ma non riesco ad essere così puntuale come vorrei! Ed ecco qui, dopo un casino di tempo, la terza parte della mia ggggiovane vita.

Eravamo rimasti all’inizio della mia “carriera” da insegnante; certo: niente latino e greco nel futuro, ma ginnastica…chi l’avrebbe mai detto? Con il lavoro che prendeva sempre più piede, al lido, in una palestraccia infamissima di Quinto Romano (alla quale però ero riuscita ad affezionarmi), e a seguire presso un Tennis Club della zona, lo studio è stato progressivamente abbandonato, soprattutto il mio interesse per quella che, l’ho scoperto tardi, non era per niente la mia strada.

Non ho rimpianti per questo. Forse solo il dispiacere di avere deluso mio papà. Ma non ho rimpianti. (E non fatemeli venire ok???!!!).

ORA PERMETTETEMI DI APRIRE 2 PARENTESI

La prima. In quella palestra di Quinto Romano – una delle prime nelle quali ho cominciato a lavorare - ho conosciuto purtroppo una delle persone che hanno fatto parte della mia vita per un po’ di anni (troppi), un altro maestro, sedicente tale, al quale ho dato retta, pentendomene poi amaramente, e pure troppo tardi, benchè l’universo creato mi dicesse di stare attenta e aprire gli occhi: con questa abominevole persona è cominciata la mia esperienza nelle arti marziali, che mi ha dato molto, ma mi ha anche tolto molto.

Scusate ma di questo capitolo della mia vita non ho molta voglia di parlare, non voglio ritornarci su e aprire nuovamente le ferite, che tra l’altro sono ancora aperte visto che gli strascichi di quella vicenda mi tormentano ancora oggi. 

Dirò solo questo: le arti marziali mi hanno dato una forza che non sapevo di avere, ho imparato molte cose, ma il merito è stato solo e soltanto mio, del sudore che ho sputato, dei lividi, delle botte prese, dei traumi subiti, come quello alla spalla, maledetto. In quel periodo mi sono fatta del male, nel fisico e nel cuore. Il mondo delle arti marziali e degli pseudo maestri è marcio e putrido.

Ho sbagliato. Spero che i miei figli non facciano gli stessi errori che ho fatto io.

Apro e chiudo la parentesi, poi, su quella che è stata la mia vita sentimentale dai 14 ai 25 anni, anzi già che ci siamo, fino ad oggi: fidanzata da quando ero poco più che una bambina, ho tagliato quel legame 11 anni dopo (si avete letto bene: 11 anni), iniziando a fare tutto quello che non avevo mai fatto, quando forse sarebbe il caso di farlo: aprirmi al mondo, conoscere persone, frequentare gente, stringere amicizie e legami, fare molte cazzate (me ne sono accorta però eh…), divertirmi, viaggiare, rendere conto a me stessa e basta.

Dai 25 fino ai 29 anni non ho avuto legami stabili, tranne qualche trascurabile tentativo (ma chi c’aveva voglia????!!!), finchè nel 2005 è arrivato il mio Marco.

Chiusa la parentesi.

Sempre in quel periodo da singolaccia impenitente, ho iniziato a viaggiare (prima ero stata solo in Costa Azzurra e in Tunisia): il primo vero viaggio della mia vita lo devo alla mia amica Consuelo.

Due parole su Consuelo: Consuelo è una bella ragazza, non parlo solo dell’aspetto fisico ovviamente (è una tenera micia, molto affascinante), ma di quanto è bella come persona, come donna, come amica, e poi è una bravissima allieva! Ho conosciuto la Co’ al corso di step del mercoledì delle 19.00 al Lido…vi dirò…ho perso il conto di che anno era! Credo il 2002…

Qualche cena con il gruppo (è un vizio, lo so!), poi lei mi coinvolge in uscite e serate nella sua bellissima casetta, che adoro, grazie alle quali conosco il suo compagno, la sua mamma e soprattutto i suoi cani e i suoi gatti. Finchè una sera Consuelo mi propone una cosa folle (folle per me che non avevo mai fatto una cosa del genere): mi dice che lei, il compagno ed un loro amico (qualche anno dopo confessarono di volermelo “appioppare”…) stavano organizzando un viaggio in Jamaica e mi propone di aggiungermi.

Era il 2003 ed io quella sera sono tornata a casa e ho detto: vado in Jamaica!

Un viaggio fantastico. Il mio primo viaggione. Con una compagnia davvero molto piacevole.

Io e Consuelo con un piccolo giamaicano! eccomi con Consuelo…

e questa era l’attività più impegnativa della giornata….La mitica amaca sotto il mandorlo giamaicano! Yama!…che stanchezza…tutto quel dondolio all’ombra di un mandorlo gigantesco…

e va bhe dai…questa era la mia “splendida” forma di allora…No problem! (sulla “splendida forma” ci sarebbe da ridire…)

Credo che il 90% di quelli che vanno in Jamaica ci vadano per farsi delle gran canne dalla mattina alla sera, il rimanente si divide così:

- 9% grasse donne soprattutto americane, attirate dal famigerato “big black bamboo”…(mica sceme…)

- 1% chi si vuole godere una natura incontaminata e selvaggia, davvero sconvolgente…

Le cascate…

Ehi! Avete capito male! Io in vita mia non i sono MAI fatta una canna, e sapete come la penso in proposito!!! Quindi faccio parte di quel piccolo 1% di amanti della natura!!!

Comunque: la Jamaica è un paese di una bellezza paradisiaca, i Jamaicani (gli uomini) sono belli da morire, si mangiano cose buonissime e si vive davvero rilassati, e non a caso il loro motto è “no problem”. Voglio tornarci, con Marco.

Sempre nel 2003 ho fatto un altro viaggione (con grande “gioia” per le mie finanze…ma…che cacchio! me li devo portare nella tomba quei quattro soldi guadagnati col sudore?): Los Angeles, per una settimana intensiva in IMB Academy, un’Accademia di arti marziali dove ogni giorno ci si allenava per circa 9 ore! Si 9 ore! Un massacro, ma davvero un’esperienza interessante.

Los Angeles fa schifo, è tutto assolutamente di plastica, o sa di fritto. Sono simpatici solo gli Universal Studios

 Universal Studios

e sicuramente Rodeo Drive è suggestiva…

Le impronte dei divi!!! le impronte e le stelle La stella di Mickey Mouse!

Anche le spiagge di Venice Beach sono suggestive….immaginate la stessa larghezza sul litorale di Rimini: “scusi? mi dà un ombrellone in 74 esima fila?” Ah ah…

Venice Beach

Nell’estate del 2004, prima di andare al mare come sempre, sono stata per due lunghe settimane ad Amsterdam, ospite del mio caro amico Arnaldo, che vive e lavora lì e che ormai si è completamente olandesizzato. Arnaldo vive in una microscopica casa che si affaccia su un tipico canale della città e la mia fortuna è stata che la casa era a due passi dalla zona dei Musei. Amsterdam è stupenda, una città umana, pulita e vivibile, dove è raro vedere circolare delle auto, donne e uomini stupendi, pieni di figli, un casino di gay (stupendi pure loro); ho visitato tutto, ci sono stata molti giorni e ho avuto modo di girare tutta la città, sia a piedi, sia in bicicletta, sia con quel fantastico battello che fa varie fermate e si può scendere, visitare la zona, poi risalire…spostarsi, riscendere….ganzo!

Qualche foto di Amsterdam…

Tipico scorcio di Amsterdam   architettura tipica, canali, case galleggianti. Gli Olandesi  nel week end sono soliti girare per la città con le loro barchette e fare l’aperitivo così in compagnia! I turisti, e in particolare gli Italiani, non fanno altro che drogarsi e fumare come animali….

Dalla finestra di casa questo era lo scorcio che vedevo dalla finestra di casa di Arnaldo…che traffico eh??!

Amsterdam è una città che ho scoperto con piacere, qui inoltre ho visitato la casa-rifugio di Anne Frank, ed è stata un’esperienza toccante; se passate da quelle parti non saltate questa tappa.

Alla fine del 2004, invece, sono andata in Egitto con la mia amica Raffaella, siamo partite proprio il giorno del terribile Tsunami in Thailandia (non vi dico l’iradidddio che c’era in aeroporto alle 4 del mattino…) e abbiamo festeggiato lì il capodanno; siamo state ad Hurgada (un postaccio turistico), ma abbiamo fatto delle gite, vedendo il mitico Nilo, la Valle dei Re e delle Regine, il deserto (con gli immancabili puzzolentissimi cammelli), la barriera corallina, davvero emozionante.

Io e Raffaella nella Valle dei Re eccoci nella terra dei Faraoni!

Raffaella nasce come mio “capo”, è la coordinatrice dei corsi del Lido, e diventa una mia cara amica, una persona su cui so di poter sempre contare, un punto di riferimento. Le voglio molto bene e ricordo con tanto affetto le vacanze passate insieme nel 2004 e nel 2005. Raffaella mi è stata molto vicina nei miei momenti difficili, tanto che la considero una sorella. Raffaella è diventata mamma di un bellissimo patatino di nome Matteo, e io le auguro tutto il bene del mondo (e spero che torni prestooooo!!!).

Alice e Raffaella Con Alice e Raffaella nel 2004, gita a Santa Maria di Leuca

Rimaniamo in argomento viaggi, perchè c’è ancora qualcosa da dire… 

Nel 2005 sono tornata negli Stati Uniti, sempre per partecipare ad una settimana intensiva di allenamenti in Accademia; cosa volete vedere a Los Angeles? Di nuovo gli Universal Studios (troppo figo il Jurassic Park!), una puntatina a Venice Beach…si sa mai che si fa viva Pamela Anderson…e questa volta ho visitato Beverly Hills, però Dylan e Brandon non li ho incontrati…

Jurassik Park il Jurassic Park è fichissimo! Ci sono tutti i dinosauri del film…compreso il T-rex!

Dopo Los Angeles sono andata a Seattle, siiii! Proprio lì dov’è ambientato Gray’s Anatomy (scusate ma in questo periodo mi sto troppo fleshando con le medical series!).

Seattle, a differenza di Plastic City, o Los Angeles come la volete chiamare, è davvero una bella città: tutta sali e scendi, sul mare, elegante e raffinata (si sentono le influenze del vicino Canada), davvero interessante e poi è una città verdissima! In effetti a Los Angeles non c’è manco un albero! Qui invece la natura è predominante, c’è un grande lago nella città, una montagna che con estrema fantasia si chiama “The Mountain”, si mangia pesce e…insomma, eccovi qualche foto di Seattle…

In cima allo Space Nidle questo è uno scorcio del panorama che si ammira dallo Space Needle

Space Nidle questo è lo Space Needle in lontananza (è davvero altissimissimo!)

Per le strade di Seattle e questa è un’elegante strada del centro

Seattle mi è piaciuta davvero tanto, soprattutto l’atmosfera che vi si respirava; lì ho visitato la tomba di Bruce Lee in un tipico cimitero americano, di quelli che si vedono nei films.

Arriviamo alla fine del 2006, quando io e Marco siamo partiti per Barcellona, dove abbiamo trascorso una bella settimana e festeggiato il capodanno del 2007.

Barcellona, come mi avevano detto tutti quelli che ci sono stati, è una città fantastica! Davvero moderna, europea, dove circolano pochissime auto e il sistema di treni e mezzi pubblici (in particolare le metropolitane) è talmente efficiente e all’avanguardia da far sembrare il nostro roba da terzo mondo…

Ce la siamo girata in lungo e in largo, a piedi e con i mezzi, abbiamo trovato un tempo ed un clima eccezionale (c’era addirittura gente che faceva il bagno in mare!!!) e abbiamo visitato praticamente tutto quello che la guida indicava, oltre ai preziosi suggerimenti degli amici, primo fra tutti quello di visitare il Palazzo della Musica catalana, che ci ha lasciato dovvero a bocca aperta.

Insomma, Barcellona ci è piaciuta così tanto che abbiamo fatto ben 672 foto…non vi dico che piacere ordinarle….Ecco a voi quelle più “significative”

Mega padelle per la paella intanto cominciamo con il rendere omaggio alle tradizioni culinarie del paese…

La paella ecco la mitica paella, che vi dirò…mi ha sempre fatto abbastanza schifo…

La Boqueria il caratteristico e coloratissimo mercato della Boqueria, trionfo di colori, profumi e fragole e ciliegie a Gennaio….(miodddio)

Casa Batllò le stranezze di Casa Batllò, dove Gaudì ha scatenato il suo genio (18 euri per entrare, ma sono davvero spesi per vedere qualcosa di straordinario…)

La Pedrera i comignoli della Pedrera (amichevolmente chiamati “i sifulotti”)…decisamente Gaudì era fuori come un balcone…

Parc Guell il coso (è un drago? una lucertola! no forse è un rospo…) di Parc Guell (quello tutto colorato eh….) un parco meraviglioso dove ho pure incontrato la Lara, una mia allieva di fitboxe! Ma pensa te!

to be continued…

Praticamente, per terminare questo post (e vi giuro che questa è la volta buona) ci ho messo quasi due anni: ora sono prossima a compierne 32 e qui concludo il racconto della mia vita.

Eravamo rimasti agli anni della libertà, del cazzeggio, delle amicizie, delle esperienze lavorative, dei grandi cambiamenti…

Dal 2000 al 2005 ho fatto sostanzialmente varie cose, varie esperienze, cercando di imbroccare la strada giusta: non sempre ci sono riuscita, ho perso fin troppo tempo dietro ad uno stronzo delinquente, mi sono ammazzata di lavoro, ho trascurato molte cose importanti, le ho rimpiante quando le ho perse.

Tutto fa parte della vita, anche la morte di mio padre.

Nel 2005, dopo un periodo nemmeno lungo di malattia, mio padre è entrato a far parte del grande club “noi che siamo giovani e malati di cancro”, e in breve tempo se n’è andato, anche piuttosto all’improvviso…siete tutti d’accordo che non è il caso di dilungarsi nei particolari. Avevo 28 anni, mia sorella 21…Mio padre era in pensione da 1 mese…sicuramente ora se la gode in un posto migliore.

La morte del papà ha segnato l’inizio di una nuova vita per me: sono diventata grande.

Siccome questo racconto è per voi, devo dire due parole su quanto gli amici siano patrimonio dell’umanità: Raffaella è stata la prima persona che ho abbracciato fuori dall’ospedale, lei è corsa da me come una sorella. Quando abbiamo salutato il papà sotto casa, prima di partire e accompagnarlo nella sua terra, c’eravate tutti….la Chiara, Consuelo, Dodo, le Gine, Silvio; e quelli che non erano fisicamente lì con noi, credetemi, c’erano e me lo hanno fatto sentire.

Nel dolore più potente, nella disperazione totale, mi avete ridato la vita.

Sarà stato il papà a mettermi accanto Marco? Mi piace pensarla così…Quell’estate senza di lui mi ha portato l’amore.

Io che ho sempre visto nero, pessimismo a go-go, ora mi sveglio la mattina e sorrido: la vita ha una potenza incredibile, e questa verità mi sconvolge ogni giorno. Dopo un periodo di grande sconvolgimento, all’insegna non della depressione, ma al contrario di una spinta molto forte verso tutto ciò di positivo che dalla vita si può avere, ora mi sento più forte.

Lo devo a chi mi è stato accanto e al percorso che ho intrapreso, anche grazie a Fiorella Rustici e all’Associazione Coscienza e Salute.

In questi tre anni ho continuato a lavorare per Milanosport, il Lido ha chiuso e questo mi ha dato un grande dispiacere, subito però sostituito da una gioia più grande, quella di lavorare di nuovo con la Raffaella, che nel frattempo ha rilevato una bella palestrina qui in zona e da lei abbiamo rimesso in piedi una sorta di succursale del Lido.

Ho capito che il mio lavoro mi piace tanto proprio perchè mi dà la possibilità di conoscere tante belle persone e questo mi fa sentire viva; ho deciso di specializzarmi con la Pancafit e questo percorso di formazione – unutile dirlo! – mi ha dato tantissimo e sicuramente anche questo ha contribuito a cambiarmi e forse a rendermi migliore: mi rispetto di più, anche con quello che mangio, mi voglio più bene di prima.

Oggi faccio avanti e indietro tra Milano e Roma, spero un giorno non lontano di costruire una famiglia, di avere almeno 3 figli (e le possibilità per potermeli “permettere”!) e avere sempre del tempo da dedicare alla cosa che per me ora è più importante: stringere legami profondi con le persone che la vita mi fa incontrare.

ciao