Dieta GIFT
“DIETA GIFT - DIMAGRIRE SENZA CONTARE LE CALORIE”
Autori: Attilio e Luca Speciani - Fabbri Editori (ben 17 euri! Alla facciazza! Di sicuro dimagrisce il portafoglio!)
Allora, metto le mani avanti: non vi parlerò della “bibbia” dell’alimentazione, mi guardo bene dal farlo…anche perchè non credo che ne esistano! Questa non è appunto una bibbia, ma a chi ha le idee confuse in materia ne consiglio la lettura.
Spesso mi trovo a parlare con i miei corsisti su questioni fondamentali di alimentazione, allora ho voluto approfondire l’argomento, per non rispondere sempre con le solite banalità (del tipo: pasta a pranzo - carne alla sera…che pizza!) cominciando dalla lettura di questo testo, richiamata soprattutto dall’invito a non contare le calorie, cosa pallosissima e soprattutto fuorviante quando si parla di alimentazione, diete ecc… (prima di guardare le calorie di un determinato alimento, logica vorrebbe che si considerasse quanti grassi, proteine o carboidrati quel dato alimento contiente, per poter comporre il piatto del proprio pranzo…giusto?)
E poi io diffido sempre da chi vuole farmi ragionare con i numeri e le percentuali! Lo so che sapete a CHI sto pensando…
Insomma, per farvela breve: questo libro chiarisce un po’ le idee e, cosa che ho trovato interessante, cerca di convincerci a liberarci dal cibo spazzatura che affolla (fateci caso!) gli scaffali dei supermercati, dove spesso per trovare della pasta integrale dobbiamo andare al reparto cani e gatti (sob!) e dove veniamo attirati e spinti a consumare dei veri e propri trionfi della chimica.
Questo libro pone come punto di partenza 3 cardini:
- L’ATTIVAZIONE METABOLICA: attraverso la corretta distribuzione dei pasti e l’attivazione fisica
- LA CALMA INSULINICA: gli autori chiariscono il funzionamento del complesso meccanismo dell’attività dell’insulina, l’ormone che regola il livello di zuccheri nel sangue, un piccolo bastardone in grado di fare dei casini che neanche immaginate…
- LA QUALITA’ DEI NUTRIENTI: mettendo soprattutto l’accento sull’importanza di un apporto di cibi sani, dalle elevate qualità nutritive, con il consiglio ovvio e quanto mai banale ma giusto di consumare in libertà frutta e verdura (l’elogio del rapanello insomma…)
Attorno a questi 3 cardini ruotano 10 regole, a ciascuna delle quali viene dedicato in capitolo, e che costituiscono delle indicazioni chiare e pratiche di come impostare la propria alimentazione, partendo dal BUON SENSO:
- ABBINAMENTO PROTEINE/CARBOIDRATI
- CONTROLLO DI INDICE E CARICO GLICEMICO
- DISTRIBUZIONE DEI PASTI
- FRUTTA E VERDURA IN LIBERTA’
- APPORTO GENEROSO DI ACQUA E FIBRA
- MASTICAZIONE LUNGA
- RIDUZIONE DELL’ASSUNZIONE DI “CIBI SPAZZATURA”
- ATTIVITA’ FISICA
- CONTROLLO DELLE INTOLLERANZE
- EQUILIBRIO PSICOFISICO
Lungi da me l’intenzione di riassumervi il libro (se vi interessa leggetelo, se non volete spendere 17€ vi presto il mio) vi dico quello che personalmente ho trovato di utile in questo tipo di manuale:
- il non contare o pesare il cibo, ma preferire un conteggio “visivo” della quantità di cibo che compone i nostri piatti, abbondando al mattino e riducendo progressivamente a pranzo e a cena
- l’indicazione sull’abbinamento proteine/carboidrati: qui ho sperimentato, e i MIEI (mi raccomando, tutto ciò che è mio non è detto che sia vostro…) risultati sono stati notevoli e su questo concetto ho modificato profondamente il mio stile alimentare;
PRIMA: pasta a pranzo (anche un bel 100 grammi, se non di più), al massimo verdura e stop/carne o pesce o formaggio a cena, verdura cotta o cruda
RISULTATO DEL “PRIMA”: fame della madonna a tutte le ore, soprattutto a pranzo, dopo essermi scofanata anche più di 1 etto di pasta bianca, cali allucinanti durante la giornata e necessità di pasticciare a metà mattina e a metà pomeriggio con ogni genere di schifezza (biscotti, cioccolato, pastrugni vari) per poter “tirare avanti” fino a sera.
DOPO: colazione da bue a base di frutta, fette biscottate, marmellata, miele, se l’ho fatta pure un pezzo di torta, cereali, a volte arricchiti da germe di grano o crusca, e sempre una parte proteica, ossia noci che neanche Cip e Ciop ne hanno mai mangiate così tante, oppure ricotta, oppure ancora prosciutto cotto, o uova alla coque, soprattutto quando mi aspettano le giornate atomiche, tipo il mercoledì, dove sfioro le 10 ore di lezione (l’uovo alla coque è un must del mercoledì mattina…eh eh…). Pranzo fatto quasi sempre (perchè uno dei segreti è variare sempre il più possibile) di 50, si avete letto bene! 50 grammi di pasta (o riso) integrale, o di farro, o di riso, o di soia, carne (cerco di limitarmi…ne parliamo in un’altra occasione magari…), o bresaola, o pesce, o uova, o formaggio (anche qui è bene non eccedere) e guai se manca della verdura, possibilmente più di un tipo! E preferibilmente cruda! Cena: magari mancano i carboidrati, o sono pochissimi, e la sera è il trionfo delle verdure e delle proteine, ma sempre in modica quantità.
Tutti e 3 i miei pasti seguono ovviamente la logica della distribuzione decrescente: insomma, come spesso cita il libro “colazione ricca, cena povera”, quindi non siate proprio felicissimi se vi invito a cena…ah ah ah!
RISULTATO: non pastrugno fuori pasto perchè non ne sento il bisogno (olè), se sono “costretta” a farlo, perchè magari il pranzo è stato alle ore 12 e la cena non sarà prima delle 22 (ahimè, succede quasi tutti i giorni!) ho bandito completamente le schifezze, e mangio frutta, o yogurt o cereali.
Praticamente non mangio più pasta bianca, basta! Il libro mi ha spiegato perchè non farlo: sono calorie “vuote” e il picco glicemico (con i casini che si porta appresso) è assicurato. Sento già le lamentele di quelli che, se non riempiono pure il piatto di sotto con la montagna di pasta che deborda dal piatto di sopra, non sono contenti, leggi: i miei cugini…e IO (fino a prima di leggere il libro!)…Del resto è dura dire a Zia Roberta di mettere 50 grammi di pasta nel mio piatto….con quel divino sughetto che solo lei sa fare…Va bhe, ma Zia Roberta vive a Roma, non ci vediamo spesso…mica mi metto a fare i complimenti quando vado a pranzo da lei! Giusto? Mica vorrete vivere da malati per morire da sani!!!??? QUESTA E’ LA MIA FILOSOFIA! Tutto con buon senso!
Altro aspetto che il libro mi ha aiutato ad approfondire è la presa di coscienza sulle schifezze che affollano i nostri supermercati e la ricerca di cibi sani: sapete che se cercate un succo di frutta, difficilmente riuscerete a trovarlo? Provare per credere! All’Esselunga, ad esempio, l’unico succo di frutta la cui etichetta reciti “SUCCO DI FRUTTA SENZA ZUCCHERO” è quello della marca Esselunga; tutti gli altri sono “BEVANDE A BASE DI….” con grandi aggiunte di zuccheri, sciroppo di glucosio e schifezze del genere.
Non è facile districarsi tra le insidie delle etichette, sarebbe ora che qualcuno ci insegnasse a farlo: questo libro aiuta, poi ce ne sono altri specificamente dedicati; uno di questi è:
“CONOSCERE GLI ALIMENTI - SAPER LEGGERE LE ETICHETTE, ADDITIVI E CONTAMINANTI NEGLI ALIMENTI” di Emanuela Pomelli, edizioni Gruppo Sigem.
Insomma, il libro chiarisce molte idee, soprattutto lì dove regna il buio più profondo.
ciao ciao

Carissima, sono interessata alla dieta GIFT, per cui mi darò da fare per saperne di più. L’unico problemaè che non riuscirei è correre come il sig. Luca Speciani (correre l’ho sempre odiato - e se mi metto a farlo, dopo 5 minuti inizio a grattarmi su tutte le gambe), e vorrei sapere quale e quanta attività fisica è necessaria, in abbinamento alla dieta. Sono una pigrona e sinceramente ho poco tempo. Grazie per la simpatia e la spigliatezza con la quale hai saputo dare la tua testimonianza
Gentile Margherita, capisco bene quella sensazione di “orticaria” data dalla corsa: anche io ne sono affetta! O meglio, proprio non trovo nessuna gioia nel correre e quelle rare volte che lo faccio, me lo impongo, ma lo slancio dura poco.
Ho allievi che ammiro molto perchè corrono spinti da quel “fuoco” che anima appunto i corridori, quelli che si allenano anche d’inverno e sotto zero e si preparano magari per la Maratona di New York; ecco io quel fuoco non l’ho mai avuto.
Ma grazie al cielo non esiste solo la corsa…
Vorrei rispondere alla tua domanda su quanta attività fisica è necessaria per garantire al fisico i giusti ritmi che consentano al metabolismo di non cadere pericolosamente in letargo (il libro spiega benissimo questo meccanismo), senza cadere in un semplicistico calcolo di minuti, ore, giorni.
Infatti un messaggio che DietaGift vuole fortemente lasciare al lettore è quello che, finchè si penserà all’attività fisica come a qualcosa di “extra” rispetto a tutti i nostri impegni/piaceri/doveri, faremo fatica a cambiare il nostro stile di vita.
Ogni giorno movimento, cioè vita attiva: viva ogni alternativa all’automobile, quando questa non è strettamente indispensabile; poi ben vengano i corsi in palestra, in piscina, i corsi di ballo, tutto senza stress, senza eccessi: quello dedicato a noi stessi deve essere tempo che non vediamo l’ora di spendere.
Noi dobbiamo assolutamente rimettere la nostra corporeità (e quindi la nostra efficienza fisica) al centro del nostro vivere, deve essere una priorità la preoccupazione di garantire al nostro fisico, proprio come alla nostra automobile, di essere in grado di funzionare il più a lungo possibile.
Questo per arrivare insomma a dirti che il tuo “motore” ha bisogno di essere portato su di giri quotidianamente, ed è bello a mio avviso inventarsi quante più occasioni perchè ciò avvenga.
Per chi vive in città ahimè questo è reso molto difficoltoso dalle condizioni poco allettanti di vita all’aria aperta (è un bel problema, soprattutto nei mesi più freddi)…però dai, senza lamentarci troppo potremmo pensare che abbiamo tanti bei parchi (a Monza poi…!) dove passeggiare o andare in bicicletta; ci sono anche tante piscine comunali dove si può sguazzare liberamente o iscriversi ad un corso.
Poi ci sono le palestre, che dovrebbero essere sempre meno luoghi che uno frequenta perchè fa “figo” e sempre più spazi accessibili a tutti dove si “lavora” finalmente per il proprio benessere, senza troppi fronzoli (io forse vivrò in un’isola felice, mi chiedo se potrà essere sempre così, però con Milanosport ho avuto modo di realizzare questo mio progetto ad assoluto contatto con l’ “utenza”).
Il libro consiglia che tutto ciò sia intrapreso con gradualità, quindi potresti provare ad esempio a vedere quante volte e quando nella tua giornata, o nella tua settimana puoi inserire dei momenti dedicati allo “sgambettamento” (così: generico!), occupare quegli spazi e prenderti l’impegno di non mancare quegli appuntamenti; così, poco per volta…poi magari arriverai a trovare il tempo per iscriverti ad un corso di step che hai scoperto si tiene proprio vicino a casa tua…e lo troverai divertente…
Tutto, ripeto, con il piacere di farlo PER TE STESSA.
Il libro si lascia leggere bene, è illuminante per certi aspetti, forse un po’ troppo esasperato per altri (l’idea di ingoiarmi fese d’aglio o sgranocchiare cipolle crude capirai che non è delle più simpatiche…sai che puzza!), se ti andrà, dopo averlo letto, fammi sapere che cosa ne pensi.
Ciao ciao
silvia
Ciao vorrei iniziare la dieta GIFT ti volevo chiedere che tipo di colazione dovrei fare visto che prima mi mangiavo un toast cereali e una tisana di the verde? poi durante il week sono in montanga quindi vorrei fare una colazione abbonadante anche con le uova strappazzate e poi cosa posso mangiare nelle baite? una zuppa d’orzo potrebbe andare bene?
Alla mattina ho sempre molta fame. Grazie mille Michela (peso 55 kg e sono alta 1.63)