Ritorno dal FESTIVAL DEL FITNESS DI ROMA
Non li fanno più come una volta i festival del Fitness…sigh e sob…
Il glorioso Festival del Fitness di Rimini, quello che durava una settimana e organizzava race di spinning con 1000 dico 1000 bike, masterclass di step a perdita d’occhio, le lezioni di fitboxe più lunghe del mondo (dove la lunghezza va intesa in termini di quanti sacchi venivano messi in fila) sono un lontano ricordo, anch’essi forse vittime della GOM (grande onda di m…) di questa crisi che ci sta seppellendo.
E dopo questa intro di allegria e buonumore, lasciatemi raccontare come ho trascorso la giornata di sabato 13 Giugno 2009…
Dall’apertura (ore 11) alla chiusura (ore 20)…un tour de force molto piacevole per me, forse un po’ stancante e noiosetto per il povero Marco che ho trascinato al seguito, ho potuto seguire un bel po’ di Masterclass, oltre che gironzolare curiosando nel panorama delle novità e stranezze del fitness.
Pochi padiglioni, stand piccoli…poche cose veramente interessanti, qualche novità, diverse cialtronate…una su tutte la Strike zone class, una lezione di “muoviamoci-facendo-un-po’-le-solite-cose” con la grandissima pensata da nobel di tenere in mano due “cosi di legno”, a metà tra la boccia e il disco di hockey, con i quali eseguire movimenti di braccia, non facendo altro che tenerli in mano (forse per far sudare le mani e accrescere la sensazione di aver fatto chissà che allenamento
) oppure facendo scivolare i cosi legnosi per terra eseguendo sempre i soliti movimenti, ma con la geniale variante appunto di strofinare qualcosa per terra…mah? Non mi sembrava convintissimo nemmeno il presenter…
La prima lezione che mi sono sparata appena arrivata è stata il Body Pump dei LES MILLS, un gruppo diventato poi marchio che arriva dalla Nuova Zelanda, che conoscevo già e volevo appunto provare sulla pelle: lezione di body pump appunto, cioè lavoro di tonificazione muscolare con bilancieri.
Bella, intensa, scarsamente divertente soprattutto perchè si tratta di lezioni cosiddette “precoreografate”, cioè lezioni che sono sempre uguali! Anche l’atteggiamento degli istruttori, che erano tutti italiani, erano uguali identici a quelli visti e rivisti in mille video degli originali presenter neozelandesi…mah? Queste omologazioni non mi sono mai piaciute, e poi sai che noia fare sempre le stesse cose sempre nello stesso modo? Comunque questa lezione ha contribuito ad iniziare a pezzarmi di sudore, oltre a lasciarmi i suoi ricordi in termini di dolorazzi muscolari alluncinanti fino a giovedì, dico giovedì!
Ovviamente ho deciso di far provare questo tipo di allenamento alle mie super girls della pausa pranzo, cadute immediatamente in despressione (non è vero! Sono tostissime e infatti hanno tutte accettato di sottoporsi a questo esperimento che durerà fino alla pausa estiva).
A seguire: STEP SURPRISE, con Grieco, una grandiosa masterclass by Reebok, che quest’anno festeggiava in grande stile i 20 anni dello step; coreografia incasinatissima e troppo divertente, presenter da 10 e lode, davvero pazzo fuori di testa. Mi è piaciuto così tanto che sul finire della giornata ho seguito un’altra lezione – STEP ON LINE – , sempre di Grieco, quando ormai le gambe e il cervello erano brasati.
Dopo aver provato la lezione con le pallette di legno, ho voluto sperimentare l’uso dello step con le molle, purtroppo non ci sono foto perchè il mio fotografo (Marco) si è fatto distrarre da Maurizia Cacciatori che giocava a Beach volley…
Lo step con le molle non poteva chiamarsi semplicemente così, o molla step o step molleggiato, no, si chiama spring energy; le molle ammortizzano ovviamente gli impatti della salita, tant’è che ci si può anche allegramente balzare sopra, presumo senza infastidire più di tanto le articolazioni tibio-tarsica e soprattutto la colonna vertebrale.
Il presenter era moscissimo, non aveva voglia e si vedeva da mille miglia: ha proposto una coreografia da bambini dell’asilo con una didattica non convincente. Brutto brutto brutto…
Ma il morale si è risollevato 10 minuti dopo, quando la mitica JILL COOPER (si proprio quella che ora vende tapis roulant su media shopping, ma che anni fa traumatizzava i corpi e le deboli menti di quelle mozzarelle di Amici) ha preso in mano la situazione e ha proposto una lezione di AEROBIC ACCELERATION SYSTEM.
Di che roba si tratta? Anche qui niente foto mannaggia! Si utilizza un trampolino elastico, ognuno ha il suo e…si salta come dei deficienti a ritmo di musica! E’ stato fantastico! Ho sudato come non mai, mi sono divertita e ho riso come una pazza, Jill è un mito indiscusso, non potevo non fare una foto con lei!!!!
(notare fino a dove è sudata la maglietta; occhio pallato è dovuto allo stato confusionale in cui mi trovavo)
Ho assistito alla LAP GYM (senza purtroppo poterla provare…ci saranno state a mala pena 10 postazioni!), una disciplina che utilizza i movimenti della lap dance, dimenandosi a tempo di musica su una pedana al cui centro è montato un palo! Simpatica, si sta sulle punte, le chiappe si rassodano di sicuro, la cellulite è messa a dura prova…e poi un po’ di femminilità non guasta, visto che mi vedo nelle foto ed assmiglio ad uno scaricatore di porto…
Attrezzature nuove? Mmm…poche cose interessanti, citerei soltanto la bike da spinning che si inclina simulando le curve (cosa bisogna inventarsi per rendere meno noiosa una disciplina noiosissssssima!?) e poi un’imbragatura da Spiderman, una cintura alla quale sono collegate attraverso dei cavi elastici delle polsiere (fissate all’altezza dei gomiti però) e delle cavigliere, così da muovere braccia e gambe sfruttando la resistenza dell’elastico (ho solo una foto venuta male, quindi evito). Da gettare nel dimenticatoio la bike con cui si pedala con le braccia, attrezzo già esistente, riproposto in versione corso di gruppo.
Comunque resta quel senso di ridimensionamento e di crisi che mi ha un po’ intristito…peccatu!
