DOLCETTI giapponesi
Come poteva cominciare meglio questa settimana, se non con l’arrivo di un pacco dal Giappone, da parte della mia Nipposorella? Un pacco contenente qualcosa di cui sono golosissima: DOLCETTI GIAPPONESI!
Sono diventata praticamente “dipendente” da questi dolci quando mia sorella li portò dopo il suo primo soggiorno in Giappone, nel 2005 (e da allora sono in pericolosa astinenza!): non saprei come definirli se non dicendovi che sono gommosissimi, delicati e strani…non si possono paragonare, come sapore e consistenza a nessun cibo della nostra cucina.
Questi che vedete nella foto qui sopra sono proprio tipici della città di Kyoto, dove mia sorella Alice studia e vive da ormai 5 mesi: sembrano dei ravioli non finiti! Se unissimo le due punte e le rigirassimo verrebbe fuori il tipico cappelletto emiliano! La consistenza è ciò che di più strano si può mettere sotto i denti: sono gommosi, ma non “ciccosi”, morbidi…se non sbaglio sono fatti con la farina di riso, che viene pestata in un mortaio credo con della semplice acqua, formando un impasto appunto gommoso (ho visto come si fa, è un vero e proprio rito quello del pestaggio di questa farina! L’ho visto fare alla festa della scuola giapponese di Milano, che è in zona Primaticcio, dove per altro risiede la comunità giapponese di Milano; poi non ricordo bene, ma nella storia c’erano di mezzo anche dei coniglietti bianchi e la Luna…).
Il ripieno ci potrebbe far rabbrividire…ma è inutile fare paragoni tra le nostre marmellate e la marmellata di azuki, perchè noi non ricaveremmo MAI della marmellata da dei FAGIOLI, nè forse ci verrebbe mai in mente di farlo! Ma del resto fare paragoni ed emettere giudizi prendendo come riferimento la nostra cucina mi sembra abbastanza stupido e fuori luogo: ogni paese ha le proprie tradizioni culinarie, anche quelle appartengono alla cultura di ciascun posto.
Questa scatola contiene due varianti del quasi-raviolo: una verde, sicuramente impastata con il maccha, una polvere di the verde molto usata nella pasticceria giapponese, con cui si fa anche il gelato (YUM YUM); l’altra è bianca ed è inconfondibilmente aromatizzata con della cannella.
La marmellata di azuki è molto buona: si tratta di una varietà di fagioli dolci, di colore rosso, molto usata nella cucina giapponese; questa marmellata non è particolarmente dolce, è piuttosto delicata.
Il pacco delle meraviglie contiene anche un’altra scatola (i giapponesi vanno matti per le scatole!), con una diversa varietà di dolcetti: questi sono piuttosto grossi, a forma di palla un po’ schiacciata nel mezzo, e sono tutti tempestati di semi di sesamo.
Siccome sarei capace di mangiarmi le due scatole in meno di 10 minuti (ve l’ho detto che ho sviluppato una forma di “tossicodipendenza”!) ho deciso che le pallette non verranno aperte prima che sia finita la scatola dei quasi-ravioli di Kyoto, che per altro hanno una scadenza piuttosto ravvicinata e dovranno essere spazzolati entro il 14 Febbraio.
Ah, ovviamente questi dolci piacciono solo a me: a mia mamma fanno schifo (la prima volta che li ha assaggiati senza sapere di cosa fossero fatti, mentre li masticava le ho detto che si trattava di muco di balena zuccherato…), e di certo non mi metto ad offrirli con il rischio di vederli sputazzati da chi non è in grado di apprezzarli! Solo Guido – assiduo lettore del blog – domani sera avrà l’onore e il privilegio di assaggiarli…
Guido: i miei dolcetti hanno un vaghissimo odore di branzino…
Per finire, nel pacco c’era pure un bellissimo telo, che per ora abbiamo deciso di usare per coprire il tavolo della sala, ma sarebbe bello appenderlo…
(il telo e un particolare del bellissimo disegno)
Il pacco, alla facciazza di Poste Italiane, ci ha messo solo 7 giorni ad arrivare…La nonna invece ha ricevuto solo settimana scorsa la cartolina di Alice datata 8 Dicembre 2007…(è vero che alle Poste di Milano sotto natale era scoppiato il finimondo…in effetti la cartolina che io e Marco e un’allegra brigata romana le abbiamo spedito da Roma il 4 di Febbraio, il 9 era già giunta a destinazione…quindi ok, per una volta niente disfattismi all’italiana maniera!).
Approfitto per ringraziare mia sorella e per ricordarle che…i dolcetti purtroppo finiscono presto!
Vado a fare merenda…….

Ma hai appoggiato gli Yatsuhashi direttamente sulla scrivania? Ma che schifo!!! Vabbe’ tanto te li mangi tu…
Be’ complimenti per il post, non immaginavo ti ricordassi di tante cose, tipo anche dei coniglietti che pestano il mochi sulla luna ^.^ Gli Yatsuhashi sono appunto i dolci tradizionali di Kyoto, quelli spediti sono la versione base, ma ce ne sono molte altre di tanti gusti, in primis quelle al sesamo bianco e nero, ingrediente usatissimo in Giappone. Non so bene perche`, ma sono considerati “nama”, cioe` crudi, freschi, motivo per cui hanno scadenza ravvicinata. La loro particolarita` e` la pasta dell’involucro, che non so come sia fatta, ma la vendono anche cosi’ da sola; il ripieno invece in questo caso e` di anko, la “marmellata” di fagioli dolci di soia, ma definirla marmellata e` improprio perche` non e` gelatinosa, e` una pasta, una crema piu` consistente, ingrediente base dei dolci gommosi di ogni genere tipici della pasticceria giapponese. L’anko riempie anche il dorayaki, dolce “da strada” molto popolano (avete presente le “merendine” di cui andava matto Doraemon? Ecco, da li’ il nome dora-yaki > dora-emon). I miei dolci preferiti pero` rimangono i gomamochi, cioe` le pallette tempestate di sesamo (goma=sesamo), confesso che mi piangeva il cuore all’idea di spedirli senza mangiarli, sob…
Il telo penso che sia artigianato tipico di Kyoto, o almeno credo… ^^’ in realta` si tratta di un enorme furoshiki, panno multiuso della tradizione giapponese che in genere ci si porta dietro per ogni evenienza, visto che con un nodo qua e uno la` si trasforma per esempio in una sacca/borsa.
In ogni caso son contenta che il pensiero sia stato apprezzato, ma soprattutto che sia arrivato relativamente presto, dopo che la zelante impiegata dell’ufficio postale mi aveva abbondantemente terrorizzato sul fatto che verso l’Italia le spedizioni sono rallentate e che anche il metodo piu` veloce poteva metterci un mese! Tze`…
Ah dolcetti! Porca vacca, io sono a dieta >_
Ovviamente…in barba ad ogni buon proposito, ieri sera ho aperto la scatola numero 2 e mi sono sbafata una palletta gommosa al sesamo, veramente squisita! I quasi-ravioli sono davvero morbidissimi, quando me ne spedisci una scatola da kilo?
Ma con la scadenza ravvicinata che hanno non faresti in tempo a finire una scatola da kilo! ….o no..?? Mi sa di si`…. e non chiamarli ravioli! Sono Yatsuhashi! 八つ橋!
No ce la farei benissimo. Cacchio, devo fare di tutto per venire a trovarti a luglio, con la valigia VUOTA! ah ah ah…vado, i dolcetti giappi mi stanno chiamando…
E io? Kattive!
DOOOOOOOOOOOOODOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!
TUUUUUUUUUUUUUUUUUU SEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEIIIIIIIIIIIIIII
AAAAAAAAAAAAAA DIEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEETAAAAAAAAAAAAAAAAA!
>:-)
Ah già, è vero!
E siccome sei stato bravissimo in questi mesi io continuo a fare il tifo per te!
Vorrei farvi partecipi dell’immensa tragggedia che mi ha colpito ormai da quasi una settimana: I DOLCETTI SONO FINITI VENERDI’ SCORSO…
Non è ora di assaggiare altri dolcetti? Questi sono durati nemmeno una settimana!!!!