Dove andiamo?
Prendo spunto da questa goliardica scritta che gira da tempo nella rete, per rivolgermi spesso questa domanda esistenziale.
Ok: il tempo fugge, ma ‘ndo cazzo va? O non sarebbe più giusto chiederci dove stiamo andando noi? Sempre in fuga…
E’ da Natale, quando il livello di frenesia di tutta l’umanità raggiunge livelli isterici, che continuo a farmi questa domanda e francamente, analizzando il fenomeno, mi sembra che questo nostro correre e fuggire e scappare in continuazione non porti davvero da nessuna parte e, soprattutto, nuoccia gravemente alla salute, più o meno quanto le sigarette.
Riflettiamo insieme su queste banali cose che ho notato e sul cui significato mi interrogo (e vorrei sapere cosa ne pensate):
- perchè l’ultima settimana di corsi prima della pausa natalizia la gente sparisce dalle palestre? Perchè non ha tempo per venire? Proprio in quei 50 minuti di lezione si risolvono i grandi drammi dei regali ancora da fare?
- perchè magari quella stessa gente che sparisce la suddetta ultima settimana, si lamenta perchè i corsi riprendono dopo la befana (e mentre domandano sanno benissimo che, se i corsi riprendessero prima, loro di certo non verrebbero in palestra)? Come se ricominciare dopo il 6 di Gennaio significasse perdere del tempo?
- perchè alcune persone rinunciano sistematicamente agli ultimi 5 minuti di una lezione, quei minuti preziosi di stretching e di rilassamento per correre via e gettarsi a capofitto nel lavoro? Sono forse quei 5 minuti (5 minuti!!!!) a far quadrare gli orari, o non è piuttosto di nuovo una fuga per cercare di fermare quel tempo che inevitabilmente ci scorre sotto il naso e che non riusciamo a farmare?
- perchè poi, allo stesso modo, certe persone hanno come un’ansia da “lezione persa” e chiedono di recuperare le lezioni, se possibile a qualunque ora del giorno e della notte, implorando consigli ed esercizi con cui stremarsi a casa?
- e perchè, per rimanere in tema “corsi”, molte persone chiedono programmi di esercizi da fare durante l’estate (tutto quel tempo senza fare nienteeee???), con tanto di indicazioni su quanti e quando farne e poi puntualmente, quando chiedo “Allora: quest’estate hai fatto gli esercizi che mi avevi chiesto (e per i quali io ho speso del tempo per darteli), la risposta è che nessuno ha fatto niente??? (tranne qualche lodevole eccezione, ma davvero eccezione!).
- perchè ci rifiutiamo di fermarci ed ascoltare di cosa abbiamo bisogno? Come il riposo, i momenti di divertimento, come l’ascoltare i segnali che il corpo ci manda (tra cui i dolori). Perchè non abbiamo tempo di prenderci cura di noi stessi e risolvere i nostri problemi, ma corriamo come matti per risolvere i problemi di lavoro o i problemi degli altri?
Allora, per concludere questa serie di spunti di riflessione, e in attesa di sapere cosa ne pensate, queste sono le mie considerazioni: dovremmo fermarci un minuto, fare un bel respiro e poi metterci bene AL CENTRO DEL NOSTRO TEMPO, ognuno del proprio, con una buona dose di “egoismo”; non SOTTO perchè ne verremmo travolti, come da un’onda, nè A LATO o SOPRA, perchè non potremmo far altro che osservarne dall’esterno l’inesorabile trascorrere, senza VIVERLO, ma soltanto SUBENDOLO.
Se lo scorrere del tempo ci travolge, se viaggiamo a due velocità diverse, questo ci toglie energie perchè ci costa fatica stargli dietro, ci logora, ci fa vivere male la nostra vita. Proviamo a fermarci: sicuramente ne guadagneremo in salute!


Ibam forte via sacra…
Spiritosona….
Guarda che non facevo del sarcasmo gratuito, e` che sono del tutto d’accordo sulla necessita` di avere il controllo del proprio tempo senza farselo rubare dalle noie aliene; quando mi capita di essere costretta a perdere il mio tempo in cose che non mi interessano/riguardano per colpa di altri mi sale una rabbia indescrivibile e subito mi tornano alla mente quelle parole: se ho imparato l’importanza di non farsi rubare il tempo dagli altri, lo devo a quella satira di Orazio!